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 UNA STANZA TUTTA PER SÉ
L'Associazione 15febbraio nasce il 15 Febbraio del 2008.
La sua costituzione è dovuta al bisogno dei suoi soci fondatori di non fare più dipendere la possibilità di condurre il proprio lavoro da circostanze produttive esterne. Si è deciso quindi di partire da uno spazio, uno spazio fisico, di cui si sentiva molto la mancanza. Uno spazio significa poter lavorare senza vincoli di tempo, poter indagare e provare senza problemi di ansia da prestazione o pressioni di carattere economico. Abbiamo deciso di usare una stanza all'interno dell’appartamento di uno dei soci, in via Baretti 31/a, al quarto piano.
Questa stanza è diventata sia un cantiere dove provare spettacoli destinati a luoghi istituzionali (Sport. Una pièce di Elfriede Jelinek ha debuttato a Cosenza ma è stato provato contro un muro della stanza), sia un luogo dove proporre al pubblico cose adatte a questo spazio (Servizio di pulizia è stato provato a Berlino a casa della regista Claudia Hamm e presentato a Torino nella stanza).
Il fatto di invitare pubblico in casa ha generato un tipo di relazione e una qualità di lavoro che in un luogo più istituzionale non avrebbe generato: la gente entra, prende un bicchiere di vino, parla e poi si siede ed assiste al lavoro in una condizione di estrema vicinanza a chi agisce. Il pubblico non si trova in una condizione passiva, deresponsabilizzata; il fatto di presentare lavori ancora in forma di appunti, non del tutto strutturati, mette il pubblico nella condizione di poterne parlare, di fare domande o critiche che a noi risultano molto utili per procedere nel lavoro di allestimento finale; nello stesso tempo a noi pochi giorni sono sufficienti per allestire in lettura testi altrimenti inaccessibili.
Il nostro interesse si è quindi focalizzato sulla drammaturgia contemporanea, con l'idea di indagare anche grandi quantità di testi, anche inediti o stranieri con traduzioni ad hoc, anche scritti da noi. Abbiamo presentato in forma di lettura testi della drammaturga tedesca Dea Loher, Fratelli di Valentina Diana e, nell'ambito dell’evento La notte corta, una trentina di corti per il teatro che autori diversi ci hanno concesso in lettura.
Tutti questi elementi hanno contribuito a creare un senso di identità che prima non c'era, che nel tempo si è creato proprio in virtù di queste condizioni per così dire strutturali.
L'interesse del pubblico, che è disposto a farsi quattro piano di scale per venire a vedere e sentire le cose che proponiamo in cambio di un bicchiere di vino, ci dà l'impressione che la direzione che abbiamo preso sia buona, o quanto meno non autoreferenziale, che sarebbe la cosa peggiore di tutte. Questa nostra scelta non è da intendersi però come chiusura, come scelta monastica di isolamento, ovviamente ci sono progetti che non possono essere realizzati in una camera di trenta metri quadrati. Noi allora lavoriamo qui anche per proporre all’esterno, ma con il sollievo che in ogni caso, qualunque cosa accada, questo è un posto, fisico e mentale, che non ci leva nessuno.

 NOI TRE
Lorenzo Fontana studia al Teatro Stabile di Torino con Luca Ronconi. Lavora con Mauro Avogadro, Luca Ronconi, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Armando Pugliese, Davide Livermore, Steve Lambert, Claudia Hamm. Con l´Associazione 114 realizza cortometraggi e spettacoli come autore, regista e interprete. Fa alcune esperienze come assistente alla regia per produzioni cinematografiche e televisive. Nel 2004 diventa socio dell´Ass. Baretti, dove all´attività di attore affianca quella di regista, soprattutto di testi contemporanei: La Regina degli Elfi di Elfriede Jelinek, Les escaliers du Sacré Coeur di Copi, con cui viene nominato per il Premio Ubu 2006 come miglior novità straniera, I manoscritti del diluvio di Michel Marc Bouchard, in collaborazione con Valentina Diana.

Valentina Diana si diploma come attrice alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Lavora come attrice scritturata con diversi registi legati al teatro di ricerca maturando il desiderio di portare avanti un percorso indipendente. Dal 2001 si occupa anche di scrittura teatrale. È co-ideatrice e drammaturga, insieme a Carlo G. Gabardini e Lorenzo Fontana, della sit-com per la città di Torino "Laundrette Soap", prodotta da Teatro Stabile, Comune, Regione e Provincia di Torino. Cura l'adattamento drammaturgico di Baby Doll di Tennessee Williams, regia Paola Rota, prod. TST. Scrive: 56-32-104, Via Serived non esiste, I corvi, Studio per Gerbilli, con G.M.Cervo, P.Bignamini e T.Fratus, Voyage da Viaggio al termine della notte di L.F.Celine, bbb.trombedelsignore.com, Ricordati di ricordare cosa? o Shoa, Fratelli, Comitragedia spaziale.

Elena Pugliese è autrice di testi per il teatro, la radio, racconti e video documentari. Collabora con il CineTeatro Baretti, l´Accademia dei Folli di Torino, gallerie d'arte e diverse realtà in ambito culturale. I suoi testi sono stati rappresentati in numerosi teatri e festival nazionali: A Woman left lonely. Omaggio a Janis Joplin, regia Maria Grazia Solano, produzione Ass. Baretti; Photograph 51, regia Davide Livermore, produzione Festival delle Colline Torinesi e Ass. Baretti in collaborazione con il Museo dell´Uomo di Torino; L´isola, regia Carlo Roncaglia, produzione Festival Cesare Pavese e Accademia dei Folli. Scrive racconti brevi per letture pubbliche. Ha partecipato a Teatropolis 2000 - Festival Internazionale di Drammaturgia ed è tra i finalisti del Premio InediTO 2009. Le sue poesie sono state pubblicate sulla rivista "Sagarana" n. 12 e 18. Ha ricevuto il Premio Pannunzio 2000. Per Radio Flash e CineTeatro Baretti, scrive Food Express, programma in 8 puntate a partire da gennaio 2010.

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Nicola Bortolotti, Ulrike Brand, Luigi Chiarella, Roberta Cortese, Francesco Gagliardi, Claudia Hamm, Sophia Leu, Dario Martinez, Alessandra Novaga, Elena Russo Arman, Paolo Santonè, Maria Grazia Solano, Luigi Valentini.